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  /  Icons   /  Marlon Brando, icona immortale di stile

“L’attore è un tizio che, se non stai parlando di lui, non ti ascolta”. L’aforisma è di Marlon Brando, uno degli attori più iconici della settima arte. Un sex symbol che, eletto dalla rivista Time tra i cento personaggi più influenti del secolo, consacra nella rude mascolinità e nell’atteggiamento ribelle una cultura giovanile, ancora oggi, attuale. Un’icona di stile che riflette l’estetica e i valori di Paul Taylor.

Marlon Brando, il sex symbol di Hollywood

Nato a Omaha, in Nebraska, il 3 aprile del 1924, l’attore raggiunge il successo in Un tram che si chiama Desiderio, la piéce teatrale trasposta sul grande schermo nel cult di Elia Kazan del 1951. Il ruolo di Stanley Kowalski, l’antieroe in canotta per cui perde la testa il mondo intero, consacra Marlon Brando il macho di Hollywood. Ma è solo l’inizio di una carriera magistrale: a cavallo della fiammante Triumph Thunderbird 6T, Brando lancia il trend del giubbotto di pelle nel Selvaggio di Laslo Benedek del 1953.

Nel controverso Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, Marlon Brando  è un elegante uomo di mezza età che, nella Parigi degli anni ’70, instaura una relazione sessuale con la giovane Jeanne. Un antieroe in antitesi con l’impegno civile per i nativi americani, per cui rinuncia al premio Oscar per Il padrino, e per gli afroamericani per cui partecipa alla marcia su Washington il 28 agosto del 1963.

Ma citare tutte le intramontabili performance della sua carriera è impossibile: da Bulli e pupe e Il padrino ad Apocalypse Now e Superman, Brando conquista il cinema e il cuore di dive del calibro di Ursula Andress, Grace Kelly, Marlene Dietrich e Marilyn Monroe. Candidato otto volte agli Academy Awards, l’attore vince l’Oscar per Fronte del porto, in cui è l’ex pugile dalla camicia a quadri divenuto lavoratore portuale, e per Il padrino, in cui recita la celebre battuta: “Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare”.

Allergico alle regole come il sensuale Stanley Kowalski, Brando colleziona tre matrimoni, undici figli e una lunga serie di amanti e tragedie personali. Dopo una vita di eccessi, Marlon Brando muore a Los Angeles il 1 luglio del 2004. Un artista dal fascino pericoloso e dal talento indomabile divenuto un’icona di stile senza precedenti.

di Carlo Andriani

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